Disabilità e indifferenza: Andrea Sansò, bloccato in casa senza ascensore, attende un intervento urgente mentre l’Ater Chieti resta inerte.
Disabilità e indifferenza: il caso Andrea Sansò e l’Ater
Un dramma ignorato dalle istituzioni
“Prigioniero in casa propria: il dramma di Andrea Sansò e l’indifferenza istituzionale. Chi si assumerà la responsabilità?”
La vicenda di Andrea Sansò, 51 anni, residente in un alloggio popolare Ater a San Giovanni Teatino, sta diventando il simbolo di una battaglia contro l’indifferenza istituzionale. Affetto da una grave disabilità motoria, Andrea vive da anni “prigioniero” nel suo appartamento al secondo piano, impossibilitato a uscire a causa dell’assenza di un ascensore. Nonostante le continue segnalazioni dell’Ufficio Disabilità Cgil e del Sunia Abruzzo e Molise, l’Ater di Chieti, sotto la presidenza di Antonio Tavani, continua a rimanere inerte, senza fornire risposte concrete.
L’inerzia dell’Ater: tra promesse e false dichiarazioni
“Ascensore impossibile? Le prove dicono il contrario. Perché l’Ater di Chieti si ostina a negare una soluzione realizzabile?”
Il presidente dell’Ater, Antonio Tavani, ha rilasciato dichiarazioni alla stampa per giustificare l’assenza di interventi, ma queste affermazioni vengono smentite punto per punto:
- “L’installazione di un montacarichi esterno non è fattibile”: Falso. Due ditte specializzate hanno confermato, dopo sopralluoghi, la possibilità di installare un ascensore esterno. Una di queste ha già dialogato con un ingegnere dell’Ater.
- “I condomini devono essere d’accordo”: Non è un ostacolo. Gli altri residenti hanno già dato il loro consenso, poiché potrebbero averne bisogno in futuro.
- “Abbiamo proposto un alloggio accessibile”: Menzogna. L’appartamento offerto è al primo piano, ma in condizioni indecenti, tanto che il precedente inquilino lo ha lasciato proprio per il degrado.
Disabilità e indifferenza: il diritto alla mobilità negato
“Senza ascensore e senza riscaldamento: Andrea Sansò abbandonato a se stesso da chi dovrebbe tutelarlo.”
Come se non bastasse, Andrea ha dovuto affrontare anche la mancanza di riscaldamento per un mese. Nonostante numerose segnalazioni al numero dedicato, l’Ater non è intervenuta, costringendolo a installare a proprie spese una nuova caldaia. Una situazione inaccettabile che si aggiunge alla negazione di un diritto fondamentale: la libertà di movimento.
L’appello alla Regione: intervenga l’Assessore Santangelo
“Diritti umani violati: chi interverrà per restituire dignità a un cittadino abbandonato dalle istituzioni?”
Claudio Ferrante, responsabile dell’Ufficio delle Politiche per la Disabilità della Cgil Abruzzo e Molise, e Giuseppe Oleandro, Segretario del Sunia Abruzzo e Molise, chiedono l’intervento immediato dell’assessore regionale alle Politiche Sociali, Roberto Santangelo.
“È inaccettabile che il presidente dell’Ater, dopo aver ricevuto nostre segnalazioni indirizzate anche al Prefetto e al Presidente della Repubblica, si sia limitato a rilasciare dichiarazioni alla stampa, negando ogni confronto con il cittadino, nei fatti recluso in casa propria” affermano Ferrante e Oleandro. “La responsabilità di questa situazione è dell’Ater di Chieti. Chiediamo che l’Assessore Santangelo promuova immediatamente un tavolo di confronto per trovare una soluzione che rispetti la dignità e i diritti della persona coinvolta.”
Conclusione: una mediazione istituzionale è necessaria
“Indifferenza istituzionale o disinteresse? La battaglia di Andrea Sansò riguarda tutti noi. E tu da che parte stai?”
Andrea Sansò non chiede privilegi, ma il rispetto di un diritto fondamentale: la possibilità di vivere dignitosamente. In una società civile, non è tollerabile che enti pubblici ignorino le esigenze dei cittadini più fragili. La mediazione istituzionale è l’unica via percorribile per evitare che questo caso diventi l’ennesimo esempio di negligenza e insensibilità burocratica.
La Redazione de La Dolce Vita
Segui La Dolce Vita 4.0 su Facebook, X, Instagram, Youtube e Threads per non perderti le ultime novità!