Giuseppe De Thomasis: Un Ponte tra Tradizione e Modernità nella Cultura Abruzzese
Giuseppe De Thomasis nacque il 19 marzo 1767 a Montenerodomo, in provincia di Chieti. Allievo dei canonici Bolognese e De Vincentis a Chieti, proseguì gli studi a Napoli sotto la guida dell’economista Ferdinando Galiani, ottenendo la laurea in Giurisprudenza.
Carriera e Contributi
Durante il Decennio francese (1806-1815), De Thomasis ricoprì ruoli amministrativi di rilievo. Nel 1806, fu Sottointendente di Sulmona, poi Intendente della provincia di Calabria Ultra. Nel 1813, sposò Lucia Gomez Paloma, che gestiva un influente salotto letterario frequentato da intellettuali come i fratelli Poerio e Spaventa.
Riforme e Iniziative Sociali
Nominato Commissario per la Divisione dei Demani nei tre Abruzzi, De Thomasis promosse la riforma dell’amministrazione agraria. Fondò il comune di Ateleta, offrendo esenzione fiscale agli abitanti e migliorando le condizioni di vita locali.
Coinvolgimento nei Moti Rivoluzionari del 1820-1821
Nel 1820, l’eco dei moti costituzionali in Spagna ispirò anche il Regno delle Due Sicilie. Giuseppe De Thomasis partecipò attivamente a questi eventi, contribuendo alla formazione del governo costituzionale. Tuttavia, le forze della Restaurazione, preoccupate per il diffondersi dei moti in molti territori europei, organizzarono interventi militari. Le truppe austriache, su richiesta di re Ferdinando, invasero il regno nel marzo 1821, sconfiggendo le forze costituzionali nella battaglia di Antrodoco.
Ritiro e Ultimi Anni
Dopo la restaurazione dell’ordine assolutista, De Thomasis si ritirò dalla vita pubblica. Si trasferì prima a Firenze e successivamente a Napoli. Lì, lontano dalle scene politiche turbolente, trascorse i suoi ultimi anni. Morì nel 1830, lasciando un’eredità di impegno civile e culturale.
Giuseppe De Thomasis: Eredità e Riconoscimenti
A Montenerodomo, suo paese natale, una delle piazze principali porta il suo nome. In essa si trova la chiesa di San Vito, sepolcreto della famiglia Croce. Questo tributo sottolinea l’importanza di De Thomasis nella storia locale e nazionale. La vita di Giuseppe De Thomasis riflette le sfide e le trasformazioni del XIX secolo in Italia. Il suo percorso, segnato da ruoli di responsabilità, attivismo politico e successivo ritiro, offre uno spunto per comprendere le complesse dinamiche sociali e politiche dell’epoca.
Eredità Culturale di Giuseppe De Thomasis
L’opera di Giuseppe De Thomasis rappresenta un equilibrio tra tradizione e innovazione, contribuendo in modo significativo al progresso sociale e culturale dell’Abruzzo nel XIX secolo. In particolare, il suo impegno politico e sociale ha gettato le basi per cambiamenti fondamentali nella regione. Sebbene le sue iniziative siano state influenzate dalle tradizioni locali, De Thomasis è riuscito a introdurre nuove idee che hanno modernizzato la gestione pubblica e migliorato le condizioni di vita. Inoltre, la sua capacità di navigare tra le sfide politiche dell’epoca, come i moti rivoluzionari del 1820, dimostra il suo ruolo cruciale nel periodo di transizione che ha segnato la storia del Regno delle Due Sicilie. Pertanto, la sua figura resta un simbolo di progresso, soprattutto per la sua capacità di adattare le tradizioni alle necessità del tempo.