Publio Ovidio Nasone: Il Poeta che Ha Incantato il Mondo Antico
Nato a Sulmona il 20 marzo nel 43 a.C., Publio Ovidio Nasone è considerato uno dei più grandi poeti latini. La sua eredità culturale affonda le radici in una famiglia benestante di rango equestre.
Formazione e Carriera
All’età di dodici anni, Ovidio si trasferì a Roma con il fratello per completare gli studi di grammatica e retorica. Durante questo periodo, frequentò le scuole di Arellio Fusco e Porcio Latrone, apprendendo le basi della cultura letteraria latina. Sebbene il padre sperasse che intraprendesse una carriera forense, Ovidio si sentì presto attratto dalla poesia. Di conseguenza, iniziò a dedicarsi completamente alla scrittura. Nei suoi viaggi in Grecia, Asia Minore, Egitto e Sicilia, arricchì ulteriormente la sua formazione culturale. A Roma, Ovidio divenne membro del circolo letterario di Messalla Corvino, dove ebbe l’opportunità di conoscere poeti di spicco come Tibullo. Questi incontri influenzarono profondamente il suo stile poetico e le sue opere future.
La Vita Privata di Ovidio
Ovidio si sposò tre volte nel corso della sua vita. Il suo primo matrimonio, contratto all’età di 18 anni, si concluse con un divorzio, segnando l’inizio di una serie di matrimoni difficili. Il secondo matrimonio, celebrato intorno ai 28 anni, portò alla nascita di una figlia di nome Perilla. Tuttavia, anche questo matrimonio finì con un divorzio. Successivamente, Ovidio si sposò una terza volta con una giovane della gens Fabia. Questo fu l’unico matrimonio duraturo, ma non ebbe figli. Oltre ai suoi matrimoni, la vita privata di Ovidio fu segnata da eventi che influenzarono profondamente la sua carriera e la sua esistenza.
Lo Scandalo e le sue Opere
Nel 8 d.C., Ovidio fu coinvolto in uno scandalo che riguardava Giulia Minore, nipote di Augusto, e l’aristocratico Decimo Giunio Silano. È possibile che Ovidio avesse conoscenze compromettenti su questi fatti o che li avesse investigati in modo imprudente. Questo scandalo, insieme al contenuto di alcune sue opere ritenute inappropriate per l’epoca, portò al suo esilio a Tomi, una città sul Mar Nero. La sua vita privata e gli eventi che la segnarono contribuirono in modo decisivo al suo esilio e alla fine della sua carriera letteraria.
Esilio e Ultimi Anni
Nel 8 d.C., Ovidio fu esiliato a Tomi, sull’attuale costa rumena del Mar Nero, per motivi rimasti misteriosi. Durante l’esilio, scrisse le “Tristia” e le “Epistulae ex Ponto”, esprimendo il suo rimpianto per la vita perduta. Le ragioni esatte dell’esilio rimangono oggetto di speculazione. Ovidio stesso menzionò “due colpe: una poesia e un errore”. La “poesia” potrebbe riferirsi all’ “Ars Amatoria”, considerata immorale secondo gli standard dell’epoca. L'”errore” potrebbe riguardare il suo coinvolgimento nello scandalo di corte. Nonostante i ripetuti appelli per il suo ritorno, Ovidio rimase a Tomi, dove morì nel 17 o 18 d.C.
Publio Ovidio Nasone e le Opere Principali
Le opere giovanili di Ovidio includono le “Heroides” e gli “Amores”, che trattano temi amorosi in forma elegiaca. Successivamente, compose l'”Ars Amatoria” e le “Metamorfosi”, un poema epico che narra miti di trasformazioni di dèi ed eroi.
Eredità Culturale di Publio Ovidio Nasone
L’opera di Ovidio ha influenzato profondamente la letteratura occidentale. Autori come Dante Alighieri e Geoffrey Chaucer si ispirarono alle sue storie. La sua figura rappresenta un legame tra l’Abruzzo e il patrimonio culturale globale.
Il Bacio in Piazza Ovidio
Oggi è tradizione che gli innamorati si scambino un bacio sotto la statua di Ovidio in Piazza XX Settembre a Sulmona, celebrando l’amore e l’importanza del poeta nella cultura locale. Questa piazza, simbolo di storia e passione, attira coppie di tutte le età, consolidando il legame emotivo tra la città e Ovidio. La tradizione ha attirato anche personaggi famosi; ad esempio, l’attore premio Oscar Chris Cooper ha scelto questo luogo per esprimere il suo amore. Eventi come “Ars, eros e cibus” enfatizzano ulteriormente l’atmosfera romantica della piazza, rafforzando la sua reputazione come simbolo dell’amore eterno.