Scuole Provvisorie all’Aquila: 16 Anni di Attesa e Promesse Tradite

Scuole nei container a L’Aquila: dopo 16 anni dal terremoto, 3.587 studenti ancora senza edifici sicuri. Le cause e le promesse mancate.

Scuole nei container a L’Aquila: 16 anni di attesa

Un’intera generazione senza scuole in muratura

“Sei pronto a scoprire come 3.587 studenti stanno vivendo una realtà scolastica che sembrava temporanea ma è diventata permanente?”
Sedici anni dopo il devastante terremoto del 2009, all’Aquila la scuola resta un’emergenza. Mentre i fondi per la ricostruzione sono stati stanziati, oltre 3.500 studenti continuano a frequentare le lezioni in 17 moduli scolastici provvisori (Musp), senza palestra, biblioteca o laboratori adeguati. La frustrazione cresce, alimentata da promesse politiche mai mantenute.

Scuole nei container a L’Aquila: 16 anni infinita

“Sedici anni di attesa e ancora nessuna soluzione definitiva: perché la ricostruzione delle scuole non è mai decollata?”
Nel corso degli anni, solo tre istituti sono stati ristrutturati, ma con errori di progettazione che ne hanno compromesso l’efficacia: scuole sottodimensionate, altre sovradimensionate, e persino edifici privi di isolatori sismici, previsti nei progetti iniziali ma poi eliminati. La città dell’Aquila, che dovrebbe essere un modello per la ricostruzione post-sisma, è ancora in stallo.

Politica e sicurezza: uno scontro senza fine

“Chi ha davvero a cuore la sicurezza degli studenti? Lo scontro politico infiamma il dibattito sulle scuole all’Aquila.”
Le polemiche non si placano. Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi (Fratelli d’Italia), è accusato di immobilismo: dopo otto anni di amministrazione, afferma di dover ancora “approfondire” la situazione. Nel frattempo, i comitati civici, come “Oltre il Musp” e “Scuole Sicure L’Aquila”, denunciano l’assenza di un piano concreto. La recente visita di Elly Schlein ha riportato la questione sotto i riflettori, portando alla decisione di verificare la vulnerabilità di 12 scuole con un indice di sicurezza inferiore a 0,6.

Un problema nazionale, ma l’Aquila dovrebbe essere un modello

“41,5% delle scuole italiane senza collaudo statico, ma l’Aquila non doveva essere un esempio di ricostruzione?”
A livello nazionale, il problema della sicurezza scolastica è diffuso: il 41,5% degli edifici non ha collaudo statico e solo l’11,4% è stato progettato con criteri antisismici. Tuttavia, con quasi 170 milioni destinati alla ricostruzione delle scuole, ci si aspettava che l’Aquila diventasse un punto di riferimento per l’edilizia scolastica post-sisma. Invece, il divario tra promesse e realtà è sempre più evidente.

Il modello Kyoto: un’ispirazione mancata

“Dall’Aquila a Kyoto: perché in Giappone le scuole sono rifugi sicuri e qui sono ancora container?”
Mentre il Comune ha accolto una delegazione giapponese per discutere la gestione delle emergenze, il comitato “Scuole Sicure L’Aquila” ricorda che Kyoto rappresenta il vero esempio da seguire. In Giappone, le scuole non sono solo sicure, ma fungono da centri di emergenza per tutta la comunità. Un modello che all’Aquila sembra lontano anni luce.

Scuole nei container a L’Aquila: 16 anni di attesa. Quando finirà?

Gli studenti aquilani hanno diritto a scuole sicure e moderne. Dopo 16 anni, è inaccettabile che l’emergenza sia ancora la normalità. Le istituzioni devono dare risposte concrete, trasformando le promesse in azioni reali. La sicurezza scolastica non può più aspettare.

La Redazione de La Dolce Vita
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